07 novembre 2010




In lo scavicchiar di loco in loco, per lo ammaliar dame e pargoli, capitocci ier di soggiornar per qualche scivolar di clessidra intra le mura di picciol contrada nomata Ponti sul Mincio. Al nostro giunger tutti gli indigeni parensi nascondere. Non si incontrò cristiano in vita. Lo timor del grande male che tutti ci piglia ci mise sul guardingo ma dopo poco si fece dinnanzi a noi indigeno mansueto che con ustrogoto local invitocci nel suo maniero. Sapendo del nostro eloquio proposeci di contar qualche ventura alle genti del luogo. Et come non? Con tutto lo rispetto, parvemi comunque poco l'auditorio. Io e li miei fidi scudieri gradiremmo più auricoli attenti al nostro dire. No preocuparse, disse l'indigeno. Preparammo li nostri stracci penduli in loco ameno ma con certo gusto per lo particolar. Ad un certo punto comparver pargoli e famiglie appresso e in gran caciarra di seggiolame si apprestaron ad ascoltar. Lo tutto finì con gran sorrisi e marroni al forno. Li pargoli, con lingua indigena ci fecero intender lo apprezzamento e partimmo per nuovi incontri

Laurent de Veronae


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